STATUTO dell’ASSOCIAZIONE

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L’Associazione Amici della Scuola Diocesana di Musica Santa Cecilia è stata costituita con atto notarile il 25 gennaio 1990, come “associazione non riconosciuta”, con il seguente statuto.

 

 

DENOMINAZIONE

È costituita l’Associazione musicale denominata “Associazione Amici della Scuola Diocesana di Musica Santa Cecilia”.

 

 

SCOPO

L’Associazione ha per scopo:

  1. la divulgazione della musica, con principale riferimento alla musica organistica;
  2. la formazione di organisti e direttori di coro a mezzo la scuola e i corsi di perfezionamento:
  3. la sensibilizzazione al patrimonio organario del territorio.

 

 

DURATA

L’Associazione è costituita a tempo indeterminato e non persegue fini di lucro.

 

 

SEDE

L’Associazione ha sede in Brescia, via Bollani 20, presso il Seminario Vescovile Diocesano di Brescia.

 

 

PATRIMONIO

Il patrimonio dell’Associazione è costituito dai contributi dagli associati, di enti e privati e dei beni comunque pervenuti all’Associazione a qualsiasi titolo.

 

 

ASSOCIATI

Gli associati si distinguono in soci fondatori e ordinari. Soci fondatori sono coloro che intervengono all’atto di costituzione; soci ordinari coloro che verranno ammessi dal Consiglio Direttivo.

La qualità di associato si perde per morte, dimissioni o revoca. Quest’ultima potrà essere pronunciata dal Consiglio Direttivo per gravi motivi e dopo aver sentito l’interessato.

Contro la decisione di esclusione l’associato potrà ricorrere al Collegio dei probiviri entro il termine perentorio di trenta giorni dal ricevimento della relativa comunicazione che gli dovrà essere fatta con lettera raccomandata r.r.

In ogni caso l’associato che recede o che sia stato escluso, come pure gli eredi dell’associato defunto, non possono ripetere i contributi versati e non hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.

 

 

ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

Sono organi dell’Associazione l’Assemblea, il Consiglio Direttivo e la Direzione Artistica.

1. ASSEMBLEA DEGLI ASSOCIATI. L’assemblea degli associati è convocata dal Consiglio Direttivo presso la sede sociale almeno una volta all’anno, entro il mese di marzo, con avviso da inviarsi agli associati almeno quindici giorni prima a mezzo di semplice lettera. Può essere convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo ogni qual volta lo ritenga necessario. Deve in ogni caso essere convocata quando ne sia fatta richiesta scritta, con indicazione degli argomenti all’ordine del giorno, da almeno un quinto degli Associati.

L’assemblea delibera sul bilancio preventivo e consuntivo; sulle modifiche statutarie e su quanto a lei sottoposto dal Consiglio.

Hanno diritto di intervenire all’assemblea tutti gli associati che siano in regola col versamento della quota associativa.
È ammessa la facoltà di delega, ma un associato non può rappresentare che un solo altro associato. I consiglieri non possono ricevere deleghe.
L’assemblea in prima convocazione è regolarmente costituita dalla maggioranza degli associati. In seconda convocazione, che sarà valida trascorsa un’ora dalla prima, l’assemblea sarà regolarmente costituita qualunque sia il numero degli associati presenti.
L’assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o, in sua vece, dal Vice Presidente. Funge da Segretario il Segretario del Consiglio Direttivo.
Spetta al Presidente dell’assemblea constatare la regolare costituzione della stessa, la regolarità delle deleghe in genere il diritto di intervenire all’assemblea.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti presenti. La votazione è fatta per alzata di mano, salvo che il Presidente stabilisca altra forma di votazione.
Le votazioni che hanno per oggetto le cariche sociali, se non saranno fatte all’unanimità, avverranno tramite schede segrete e risulteranno eletti coloro che avranno riportato il maggior numero dei voti. A parità di voti risulterà eletto il più anziano.
Per le modificazioni statutarie sarà necessaria, in seconda convocazione, la presenza di almeno un terzo degli associati.
La delibera di scioglimento dell’Associazione dovrà essere proposta dal Consiglio e approvata da almeno un terzo degli associati.
Ogni associato ha diritto a un voto.
Delle riunioni dell’assemblea il Segretario redige un processo verbale firmato dal Presidente e dal Segretario.

 

2. CONSIGLIO DIRETTIVO. L’Associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo composto da n. 5 membri eletti la prima volta nell’atto costitutivo e successivamente dall’Assemblea, anche se non facenti parte dell’Associazione.

I Consiglieri durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
Qualora durante l’anno venisse a mancare la maggioranza dei Consiglieri, quelli rimasti in carica dovranno convocare immediatamente l’assemblea per l’integrazione del Consiglio.
Il Consiglio nomina tra i suoi componenti un Presidente, un Vice Presidente e un Segretario.
Il Consiglio si riunisce tutte le volte che il Presidente lo ritenga opportuno e quando ne venga fatta richiesta da almeno due dei suoi membri.
Il Consiglio è presieduto dal Presidente o, in sua assenza, dal Vice Presidente. In assenza di entrambi, dal consigliere più anziano.
Per la validità delle deliberazioni del Consiglio è necessaria la presenza effettiva di almeno tre dei suoi membri e le deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti presenti. In caso di parità di voto, la deliberazione si ritiene non approvata.
Ogni consigliere ha diritto a un voto.
Il Consiglio è investito di ogni più ampio potere per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione con facoltà di rilasciare deleghe per singole formalità.
Delle deliberazioni consiliari viene redatto verbale da sottoscriversi dal Presidente della riunione e dal Segretario.
La rappresentanza dell’Associazione spetta al Presidente e, in sua assenza, al Vice Presidente.

  1. DIREZIONE ARTISTICA. Il Consiglio Direttivo, per il raggiungimento degli scopi statutari, può nominare una direzione artistica che dovrà coordinare lo svolgimento delle attività.
    Qualora il Consiglio provvedesse alla nomina di detta direzione artistica, stabilirà anche le modalità del suo funzionamento.
  2. COLLEGIO DEI PROBIVIRI. Tutte le eventuali controversie tra associati e tra questi e l’Associazione e/o i suoi organi, compreso il reclamo contro la pronuncia di decadenza della qualità di associato da parte del Consiglio, saranno sottoposte, con esclusione di ogni altra giurisdizione, alla competenza di tre probiviri da nominarsi dalla assemblea anche non tra gli associati e comunque non tra i membri del consiglio.
    I probiviri giudicheranno pro bono et aequo senza formalità di procedura e il loro giudizio sarà inappellabile.
  3. In caso di scioglimento, l’eventuale patrimonio dell’Associazione sarà devoluto a enti o fondazioni che abbiano scopi similari.
  4. Per quando di bisogno si intendono richiamate le disposizioni dell’articolo 36 c.c. e seguenti.

 

Dato in  Brescia, 16 ottobre 1989

 

 

 


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