Conferenza Vania Dal Maso | Abstract

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Conferenza Vania Dal Maso | Abstract

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2018-02-04_Conferenza Vania Dal Maso

 

Abstract della conferenza

Un musico può definirsi perfetto quando «non abbisogna, che gli s’aggiunga niente». Ai musici altrimenti detti, cioè musico teorico, musico pratico, cantore, idealmente manca qualcosa, sono incompiuti, in quanto si occupano di musica solo parzialmente.

 

Secondo il pensiero rinascimentale possono definirsi musici perfetti sia il teorico che, dando opera alle cose appartenenti alla pratica fa la sua scienza più perfetta, sia il pratico quando sa e intende quello che opera e del tutto rende convenevole ragione.

 

La formazione del musico perfetto prevede molteplici competenze che intrecciano teoria e pratica in quanto «la speculation della ragione nõ hà necessità dell’atto dell’operare, mà l’opre delle mani se dalla ragione portate nõ sono nõ faranno nulla» (Luigi Dentice, Duo dialoghi, 1553).

 

Principio ed arte di tutta la musica sono gli elementi che concorrono a ridurre in atto la musica, ovvero la mano guidoniana con gli esacordi, i rapporti mensurali, le ligaturae, i modi autentici e plagali, il contrappunto.
Lo studio dei metodi di scrittura e di trasmissione didattica, la comprensione degli elementi del linguaggio musicale di una determinata epoca sono di fondamentale importanza per raggiungere una buona consapevolezza nella restituzione sonora di un testo musicale.

 

L’incontro prevede una rassegna ordinata di questi elementi con approfondimenti di alcuni di essi, ovvero la mano guidoniana e la corrispondente scala, il monocordo e il suo utilizzo didattico secondo Giovanni Maria Lanfranco, il concetto di modalità nella polifonia, i dodici modi negli esempi di Girolamo Diruta.

 

In particolare viene illustrato il sistema grafico o ‘scala della mano’, il monocordo per imparare le voci, per passare al concetto di modalità nella musica polifonica secondo la visione ampia ed esauriente di Zarlino, mutuata da Glareanus, e accolta da Orazio Tigrini, Rocco Rodio, Giovanni Maria Artusi, Girolamo Diruta, Orazio Tiberio Vecchi e Ludovico Zacconi.

 

La conoscenza della modalità – in quanto fondamento essenziale ed elemento generatore della musica stessa – è un mezzo imprescindibile per la comprensione del discorso musicale, in fase sia di creazione sia di esecuzione. Dice, infatti, Pietro Ponzio che se poi «non havesti cognitione delli tuoni, e conseguentemente delle lor cadenze, saresti à modo d’vno cieco, che pur và, e non hà guida, e nel fine si troua giù di strada» (Pietro Pontio, Ragionamento, 1588).

 

I vari aspetti, oggetto della presente trattazione sono illustrati con l’ausilio di immagini, registrazioni sonore degli modelli musicali proposti ed esemplificazioni al monocordo.

 

Contatti

 

Ideazione e coordinamento dei Seminari di Musicologia Applicata

Prof. Marcello Mazzetti e Prof. Livio Ticli

 

Links

http://www.santaceciliabrescia.it/?p=1699

https://www.facebook.com/events/327684624393385

https://www.lim.it/it/saggi/5094-teoria-e-pratica-della-musica-italiana-del-rinascimento-9788870968880.html

 

Evento organizzato in collaborazione con

Dipartimento Musica Antica Brescia

Palma Choralis · Research Group & Early Music Ensemble

Fondazione Diocesana “S. Cecilia” Brescia

 

 

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